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domenica 1 agosto 2010

Piano triennale per il lavoro, "occasione per aumentare produttività e salari"

Conquiste del Lavoro
30/07/2010

MERCATO DEL LAVORO

Emersione dell'economia informale e un'azione efficace di contrasto dei lavori totalmente irregolari; maggiore produttività del lavoro per mezzo l'adattamento reciproco delle esigenze di lavoratori e imprese nella contrattazione di prossimità; forme bilaterali di indirizzo e gestione dei servizi al lavoro, l'incremento delle retribuzioni collegato a risultati e utili della impresa; occupabilità delle persone con lo sviluppo delle competenze richieste dal mercato del lavoro, con particolare attenzione ai giovani e alle donne. Sono gli obiettivi del Piano triennale per il Lavoro, presentato oggi dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Si tratta, ha commentato Raffaele Bonanni, di "un'occasione importante e tempestiva" sia "per contrastare gli effetti della crisi economica sull'occupazione, sia per rafforzare e garantire il rilancio delle politiche attive del lavoro". La Cisl manifesta "la più ampia disponibilità" ad un confronto sul Piano tra il ministro e le Parti sociali. Bonanni giudica "importantissimo" l'impegno ad incentivare la remunerazione della produttività, aumentare i salari e combattere con forza il lavoro irregolare e l'economia sommersa.

"Altrettanto necessaria - ha aggiunto il segretario generale della Cisl - è la centralità di una politica organica per l'occupabilità, a partire dai punti di maggior difficoltà, giovani donne, soprattutto nel Sud, definendo una Agenda operativa per i prossimi sei mesi con interventi mirati finalizzati a fronteggiare situazioni di vera e propria emergenza".

Decisivo per un rilancio dell'occupazione sarà, secondo Bonanni, anche l'azione che il Piano delinea per riqualificare il lavoro sulle nuove professionalità richieste dal mercato "sia nei settori manifatturieri che nel variegato mondo dei servizi (commercio, turismo, lavori di cura)". E' infine "particolarmente apprezzabile la valorizzazione della sussidiarietà affidata in via prioritaria ad un ruolo attivo delle parti sociali e della bilateralità".

In Italia, ha rilevato Sacconi, "si è registrata per decenni una cronica bassa occupazione in proporzione alla crescita economica, che è stata testimoniata soprattutto dalla abnorme dimensione, nel confronto con i Paesi competitori, del lavoro sommerso e degli investimenti in tecnologia dei processi produttivi finalizzati a contenere il bisogno di persone al lavoro". Donne e giovani restano i più penalizzati da una situazione certificata da tutti i confronti internazionali sui tassi di partecipazione e occupazione.

Il piano triennale si pone in coerenza con i valori e la visione del Libro Bianco sul futuro del modello sociale, e vuole concorrere, ha spiegato il ministro del Welfare, a promuovere crescita economica con occupazione aggiuntiva e di qualità con strumenti come l'emersione dei lavori irregolari, la maggiore produttività, lo sviluppo delle competenze, la bilateralità.

"La legge Treu e la riforma Biagi - ha ricordato Sacconi -con l'ulteriore evoluzione legislativa e contrattuale nel trascorso biennio, hanno prodotto una prima, significativa, liberazione del lavoro dai fattori che ne hanno lungamente inibito lo sviluppo quantitativo e qualitativo. Lo indicano, prima della crisi, il costante incremento dei tassi di occupazione (oltre tre milioni e mezzo di posti di lavoro aggiuntivi in meno di un decennio) e la drastica riduzione di un tasso di disoccupazione fino ad allora sistematicamente in doppia cifra"

Le nuove sfide competitive e la strategia di uscita dalla crisi internazionale sollecitano, sostiene il governo, ora il definitivo completamento di questo percorso. "Liberare il lavoro", ha sostenuto il titolare del Welfare, significa "liberare i lavori", incoraggiare cioè nelle imprese "l'attitudine ad assumere e a produrre lavori di qualità", realizzando con la sussidiarietà orizzontale e verticale, e quindi il flessibile incontro tra le parti sociali nei luoghi piu' prossimi ai rapporti di lavoro, "le condizioni per more jobs, better jobs".

Il piano per il lavoro, ha precisato il ministro, "è in continuità con le azioni intraprese nel biennio trascorso e in coerenza con il primario obiettivo della stabilità di finanza pubblica. Questo impedisce incrementi strutturali e imponderabili della spesa corrente che ipotecherebbero un futuro oggettivamente incerto. Per altro verso esso assume la regola di Marco Biagi secondo la quale non esiste alcun incentivo finanziario utile a compensare un disincentivo normativo di legge o di contratto". (cdl)